

Il colore dei fiori
è già svanito
mentre la mia vita scorre
in pensieri vuoti
guardo la pioggia cadere senza fine
Ono no Komachi
ALTRA IDEA DI POESIA
(Roberto Cogo, 2005)
ci sono quelli segnati da un nonnulla
quelli coi geni arruffati dalla mano saggia
di un dio indifferente
alla quiete di un linguaggio
traducibile e fedele
(quelli con un’altra idea di poesia)
oltre il peso degli aridi schemi
ci sono quelli dal sentire leggero di piuma
infiammabili come la paglia
da lacrime roventi o risate
o richieste d’aiuto
(per loro non fa differenza)
stanno davanti al richiamo interiore
irresistibile e concreto
della crema che gonfia il pasticcino
stanno oltre lo schermo della vita franta
ma solo di rimando
da lì allungano una mano lieta
o un temibile pugno
(forse sono ricci, forse figli di fata)
forse vivono in un sasso indistinto
tra cielo e formica
nell’unica forma di vita
che soffia e smuove ogni cosa
(l’ala fragile di una farfalla
li solleva dal dovere di una scelta)
sono quelli che rimpallano lo sforzo
e la voglia
di rimetterci in gioco, di ridiscutere il mondo
Vestita di solitudine
scruto il sole che filtra
sprazzi di trine dorate
tra il fogliame ondeggiante
accarezzato dal vento
del mattino.
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Pesantezza di bruma
stamane
occhi grigi
tra ciuffi d'ovatta
e fumi
che si levano da verdi rettangoli
di campi
macchiati di scuro
e da case rossastre.
*
Me ne sto
con la mia pesantezza.