Quando fare cronaca significa raccontare una telenovela
E' quello che succede purtroppo talvolta nei giornali locali o nelle pagine locali dei giornali più famosi. Accanto ad un redattore giornalista gravitano pubblicisti e menestrelli che, anziché fare cronaca, raccontano telenovele.
Mi è capitato di vincere un concorso con i miei studenti su Edidablog. A Genova hanno premiato i migliori blog e podcast, noi del Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Macerata siamo risultati terzi a livello nazionale. Alla premiazione c'era il ministro dell' istruzione Fioroni..... Ebbene: questa, per i giornali locali non era una notizia. Fanno notizia, a Macerata, i bambini che frequentano un corso di teatro a livello locale, fa notizia un certo Carletti, su cui Il Corriere Adriatico ogni giorno ci propina una puntata.
Già, Carletti, bell'eroe positivo! Direttore del teatro Lauro Rossi di Macerata ha malmenato la moglie e l'ha gettata in un cassonetto dell'immondizia.......E' bene che il giornale ogni giorno ci ragguagli: Carletti vuole vedere la moglie, lui l'ama ancora, lei non lo vuole più (vorrei vedere: l'ha quasi ammazzata e se per caso un passante non l'avesse soccorsa sarebbe morta) i genitori di lei vogliono che lui stia lontano da lei......
Questo più che fare cronaca è raccontare una saga.
Non è migliore Il Resto del Carlino. La pagina locale talvolta è proprio un resto, uno spicciolo.
Negli anni Ottanta ebbi la fortuna di fare un corso di giornalismo e tecniche audiovisive a Camerino. Una scuola di giornalismo, quando ancora queste scuole non c'erano. Vi insegnavano fior di giornalisti: Gino Pallotta, Massimo Valentini, Aba Cercato, Aldo Biscardi..... Mi pareva di aver imparato che fare cronaca fosse cosa diversa dallo raccontare una saga.
A differenza di quello che evidentemente pensano i giornalisti-menestrelli di Macerata, io credo che sia importante che si parli pure di blog e podcast, non solo di Carletti: è ora che la scuola si svegli e che sia dove sono i giovani.
I ragazzi oggi hanno tutti un blog, molti mettono video discutibili on line. Non è importante che gli insegnanti sappiano essere nei luoghi frequentati dai giovani? Come si può essere educatori quando si è avulsi dalla realtà, quando si ignorano le nuove tecnologie? Ogni strumento può essere usato bene o male. Non serve demonizzare o ignorare, serve conoscere ed educare.
Adesso i giovani possiedono quasi tutti un ipod e lo utilizzano solo per la musica. Quando suona la campanella sono tutti lì, col loro attrezzino appeso al collo o appuntato sui vestiti e con le cuffie nelle orecchie. Non sarebbe importante che lo studente potesse, invece, scaricare sul suo ipod anche le lezioni, che il professore ha registrato a scuola ed ha poi messo nel podcast?
Ma una scuola che registra lezioni da scaricare su un ipod e che si classifica terza a livello nazionale, a Macerata, non fa notizia.