Quando i media tradizionali fanno: Ohhhh!
Recentemente tra gli insegnanti ha fatto scalpore un servizio del TG1 (qui per vedere), che, nell'edizione delle 20, del 15 febbraio ultimo scorso, ha presentato della scuola un'immagine discutibile. E' vero che non fa notizia il cane che morde l'uomo, ma l'uomo che morde il cane.... però la televisione, a forza di presentare solo l'eccezionale o, almeno, non presentando l'eccezione pure nel suo contesto, quando questo è poco conosciuto, contribuisce davvero a peggiorare il mondo in cui viviamo. Il servizio trasmesso dalla RAI di David Sassoli e Elisabetta Mirarchi ha mandato in onda vari spezzoni di filmati, messi on line da studenti, che riprendevano gli insegnanti in atteggiamenti poco dignitosi, contribuendo così a mettere in ridicolo la scuola. La giornalista autrice del servizio, si legge sul blog della Garamond http://www.garamond.it/blog/, si compiaceva di commentare le deprimenti immagini con espressioni come “… tra le risate generali, ecco l’impacciato professore vestito da musulmano, … quello che tira fuori a calci uno studente dall’armadio, … che canta, … che dorme, … che telefona, … cade dalla sedia, che perde le staffe, … assiste impotente allo streap tease dei suoi alunni…”. Anch'io con la Garamond ripeto che, forse, nelle scuole italiane si fa anche altro. Si fa anche qualcosa di buono... Ma le cose positive non fanno notizia. o fanno notizia molto meno delle negative. La società dei consumi e delle progressive liberalizzazioni selvagge non si è fatta scrupolo di ridurre il professore ad un pezzente, da mandare a scuola col vestituccio comperato sulla bancarella del mercato, mentre i nuovi pierini di don milaniana memoria se ne sono andati e se ne vanno a scuola firmati e, possono permettersi di tutto, in virtù dei loro soldi, guadagnati dai genitori, spesso in un contesto in cui l'importante è guadagnare, non importa come. Intanto le famiglie odierne, poste in una società di bisogni indotti, che chiedono al consumatore sempre più soldi e sempre meno valori, spesso sono solo agglomerati di persone che dividono un tetto in solitudine, che consumano pasti in orari differenti, che spesso, per giorni, non si parlano, non scambiano una parola oltre a quelle indispensabili: "hai preso i soldi per la meranda?" "hai fatto il caffè?"..... Negli agglomerati, che ancora ci si ostina a voler chiamar famiglia, i genitori hanno perso qualsiasi autorevolezza. Figuriamoci se possono essere portatori, se non eccezionalmente, di seri valori , su cui poter costruire una società migliore........A scuola gli insegnanti hanno perduto, anche loro, autorevolezza, pure per la loro situazione economica..... Chi dovrebbe educare i giovani? Forse una televisione di stato che non si fa scrupolo di mandare in onda servizi quali quelli del TG1?
A diseducare i giovani e a mettere in ridicolo gli insegnanti, ultimamente, ci ha pensato anche l'editoria. E' apparso per le edizioni Mondadori il libro curato dal gruppo Comix, intitolato "Sputtana il prof. Gli strafalcini dei professori". Ebbene pare che la redazione di Comix abbia invitato gli studenti a mandare cose buffe o strafalcioni, detti dai professori durante le ore di lezione. Fin qui nulla di grave. Il fatto veramente strabiliante è che la redazione abbia invitato gli studenti a porre le iniziali del professore preso di mira con l'indicazione della scuola, in modo che gli autori delle battute e degli strafalcioni fossero individuabili Gli stessi redattori, però, se ne sono ben guardati dal pubblicare anche le iniziali degli studenti. Pure a voler richiamare tutto il proprio senso dell'ironia non pare corretto che si inviti gli studenti a tirare il sasso e a nascondere la mano. Io credo che anche nell'umorismo debba esserci un'etica. Chi ha il coraggio di sputtanare deve assumersi la responsabilità di ciò che dice e ciò che fa. Anche per scherzo. Altrimenti non è ironia buona. E' un voler colpire alle spalle. Uno studente può inventare le cose e sputtanare gratuitamente. Forse è il caso di insegnare a ciascuno ad assumersi le responsabilità di ciò che fa. Si dà il caso, poi, che il libro suddetto si trovi facilmente in alcune città e non in altre. Mesi fa sono stata alla mostra di Mantegna, (a Verona, Mantova, Padova...) in viaggio di istruzione coi miei studenti, e, pur non figurando tra i professori presi di mira nel libro della Mondadori, ho voluto vedere se questo volume da quelle parti andava per la maggiore (la Mondadori è pure di Verona...) come a Macerata (luogo in cui lavoro e da cui scrivo). Ebbene i librai dei negozi del centro di queste città di fronte alla mia richiesta son caduti tutti dalle nuvole. "Se vuole possiamo ordinare il testo" è stata la loro risposta unanime. La redazione di Comix e quella della Mondadori non hanno pensato che le loro richieste ben chiare, quelle di segnalare dei prof. e delle scuole, potessero diventare uno strumento da sfruttare da parte degli adulti? Mettete che in una scuola grande, in espansione, senza bisogno di cercare iscrizioni col lanternino, ci sia il figlio di un professore che lavora in una scuola in cui gli studenti diminiscono.... e che quindi il suddetto professore sia perdente cattedra... pensate che questo professore non possa incoraggiare il proprio figlio a mandare alla Comix-Mondadori una segnalazione, magari prendendo di mira proprio il professore meno ammanicato, il più debole, il meno capace di difendersi, il povero cristo, non necessariamente il peggiore, come capita di solito nei migliori consorzi umani?
Libri come quello della Comix-Mondandori sono istigazioni a delinquere. E più che produrre una sana risata sono uno strumento per far emergere e circolare sentimenti della peggior specie. Tanto, in un mondo in cui l'unico valore è il denaro, tutto è permesso. E l'etica è solo una parola.
Ma se i media sono questo, se le grandi case editrici, le uniche capaci di poter diffondere in modo capillare i loro testi sono tali....... almeno non facciano:Ohhhh! 
Mi aspetto comunque un ringraziamento dal TG1 e della Mondadori per la pubblicità che sto loro facendo.
In effetti ho pensato molto se scrivere o no questo testo, nell'incertezza se fosse migliore scrivere o ignorare. Però ho fiducia nella bonta che alberga comunque a volte nell'uomo,
a dispetto della società. Non nego neanche che nella scuola italiana ci siano dei mali, ma non ci sono solo quelli....