AnnaFeliziani

Pensieri vaganti, assurdi, che nel caos si compongono e ricercano un senso.... Umana illusione?
domenica, 06 aprile 2008

we can è lo slogan giusto per i politici giusti. Giusti nel senso di adatti ad una società bugiarda, che manda di continuo il messaggio we can, tu puoi, tu puoi, noi possiamo ….. In effetti la nostra società occidentale è il mondo delle caste, dei nuovo feudi, dalle mura di vetro invisibili e infrangibili, dove vivono arroccati i pochi, i ricchi, che ci persuadono con lo slogan we can . We can è uno slogan bugiardo. Perché non è vero che noi possiamo: noi al massimo andiamo a sbattere il muso, pure violentemente, contro quei muri invisibili che circondano i nuovi feudi delle nuove caste, che si fanno favori tra loro. Ecco allora che la casta della editoria pubblica quel libro bruttissimo, che vende delle copie, soprattutto perché nelle vetrine delle librerie, in un determinato giorno, quel volume appare in bella vista e molti appassionati di lettura e di scrittura lo comperano per curiosità. Certo se ha potuto lui, autore di quel libro.....c’è speranza per tutti, concludono. Invece no. Nelle caste i mediocri abbondano e quello che ha potuto fare lui, il nostro ipotetico scrittore, con la sua mediocrità, non lo possono fare tutti,   non lo possono fare quelli che non abitano dentro le mura, invisibili e di vetro, che circondano i nuovi feudi. Eppure nuovi scrittori si illudono persuasi dal novello mondo della persuasione: anche tu puoi . Ma è una tremenda bugia che tu puoi, perché il mondo dei nuovi feudi non è aperto a chi non è almeno super eccezionale e non offre ai mediocri che li abitano la possibilità di essere spennato. Poi....... finita la onda della vendita del libro del nostro ipotetico scrittore, la casta della editoria fa scambi con la casta del cinema, che produce un film tratto da quel libro. Un film discreto, che la gente guarda, perché,   in un certo giorno, è distribuito ovunque e non hanno altro da fare  i molti, specialmente nei giorni di festa, quando anche i centri commerciali, i nuovi luoghi di ritrovo, sono in maggioranza chiusi. E il libro, pur mediocre, continua vendere, ad arrivare a chi solitamente   non guarda le vetrine delle librerie.
Poi la casta della editoria fa affari con la casta politica o con la casta del cinema o della musica. Ed ecco allora apparire il libro scritto dal politico tal dei tali,   dal cantante tal dei tali (ma non era analfabeta?) dal tale  attore di grido.... E il cantante, il politico, l’attore hanno uno sbuffo di notorietà, che porta ossigeno alla loro carriera e soldi nelle tasche.   E noi fuori dai feudi e dal castello, giù a leggere, hgiù a vedere.....anche per renderci conto di cosa abbiano di diverso da noi, questi che abitano nei feudi....   P er scoprire che anche loro hanno la nostra mediocrità. Dunque se hanno potuto loro, con la loro mediocrità, anche noi possiamo , we can . Messaggio bugiardo...
Le caste ed i feudi fanno poi affari con le caste locali dei paesi, composte da quelli che organizzano manifestazioni canore, letterarie, filosofiche....Anche lì  il popolo accorre, per curiosità, perché in un mondo in cui si è sempre più soli non c'è di meglio da fare....... e sempre quello è il messaggio bugiardo che riceve. We can, we can, we can ....Anche tu puoi e se non sei nei feudi è tua la colpa. Invece no. I feudi hanno mura di vetro invisibili e infrangibili e....non si può, quasi nessuno può, se non  fa parte dell’intreccio   robusto delle caste, che include naturalmente anche il mondo della televisione, da cui il nulla,   sempre più diffuso, e la mediocrità fattasi sistema,   mandano a iosa il messaggio   tu puoi . Tanto che  la felicità a cui aspira la maggior parte delle persone è quella diventare una velina, un   opinionista in Tv, uno scrittore, un attore o un cantante di grido...... entrando in quei feudi dalle mura invisibili e infrangibili, intrecciati fra loro. Entrare, sfondare,   costi quel che costi....... Ma la maggior parte della gente, se non è figlia, amante, nipote.... di coloro che   abitano nei feudi è destinata ad essere frustrata e delusa  nelle sue aspettative e   non potrà entrare nel cerchio di  coloro che   appaiono splendidi e splendenti.
Quanto saranno distanti dalla verità pure quei politici che hanno assunto a prestito per le loro campagne elettorali gli slogan persuasivi della nostra civiltà occidentale? Quanti nel we can   crederanno? Così come credono ai messaggi bugiardi della società della comunicazione e della solitudine... E i vari we can politici saranno meno ingannevoli dei continui we can che ci provengono dai mondi della persuasioni e delle caste, interlacciate tra loro, che caratterizzano i nostri giorni?

 

postato da PensieriVaganti alle ore 06:22 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: persuasione, casta, we can, tu puoi


martedì, 21 agosto 2007

LA CASTA

Non è solo quella dei politici italiani di cui parlano i giornalisti G. Antonio Stella e Sergio Rizzo. Non è neanche solo quel termine che designava la stratificazione sociale dell'antico panorama politico indiano, che voleva la società composta da quattro caste a cui si aggiungevano i paria, i fuori casta. E' anche la città invibile e sopraelevata del mondo globalizzato di cui parlò il filosofo spagnolo Felix Duque nel Convegno I filosofi e la città di Francavilla a Mare.

La nuova casta contemporanea, chiusa, inavvicinabile, non è molto diversa dalle caste antiche, se si eccettua il fatto che essa oramai si espande all'intero pianeta terra. E' composta dai pochi di tutto il mondo che detengono il denaro ed in essa si intraccia politica, dirigenza dei gruppi economici, giornalismo di alto rango, grande editoria, mondo dello spettacolo...che dialoga, si scambia favori e ruoli. E' una casta che intorno a sè ha costruito mura invisibili, ma altrettanto invalicabili e robuste delle mura medioevali, capaci di lasciare fuori, alla stregua dei paria, il popolo, la massa, la folla che cerca di ammansire, talora seducendola. Magari contiene nel suo ambito vari livelli di vassalli, valvassori e valvassini.

E la folla di oggi che quando spontaneamente si contagia (o forse si organizza) diventando massa ha pure un ruolo politico e sociale, non è molto diversa dalla folla di ieri, sebbene le condizioni di vita, di quella parte di essa che costituisce il primo mondo e non solo, siano cambiate. Identiche a ieri sono le ragioni che portano la folla, i più, ad accettare di essere dominati, illusi, senza ribellarsi. Il Sisifo di ieri trovava felicità nello spingere ininterrottamente il masso in cima alla montagna, il Sisifo di oggi la trova nel consumo, quando esso è possibile. 

Potrebbe essere un mondo senza speranza il nostro, se la maggioranza decidesse di ammansire la massa col raggio del dolore, quando essa provasse ad organizzarsi e a protestare....

 Potrebbe.... se sempre nella vita e nella storia non ci fosse il fattore X.

postato da PensieriVaganti alle ore 04:15 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: costume, società, casta


Chi sono

Blogger: PensieriVaganti
Nome: Anna Feliziani
non una dei vostri


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Commenti recenti

Categorie


agra
alfonsina storni
amore
anabasi
analitici
ansa
antonella landi
armi non letali
atemkristall
autunno
ballestra
barbiana
bellezza
berlusconi
bolivia
bossi
broderie
bruma
bukowski
bulli
caduta del governo
carfagna
casta
cb club maceratese
cecilia mazzeo
celan
che guevara
chiacchiere
citanò me pija bè
comix
consiglio di stato
continentali
contro le donne
copiare
corriere adriatico
costume
credo
cuba
cécile sauvage
de chirico
debiti scolastici
decreto fioroni
democrazia
derhadun
desiderio
dicembre
dio
don milani
doppiaggio
edgar lee masters
ego
elettronica
energia alernativa
enzo baldoni
eroi
etica
etica del dibattito
falsi valori
fatti
feltrinelli
filosofia
fine dei blog
foglia
fondi scolastici
fragole
free hugs
galimberti
gandhi smriti
giappone
giovani
giustizia
grano
greci
hillary
ho sposato una prof
hugo
impresa
india
indifferenti
indifferenza
inno mameli
insegnamento individualizzato
insegnanti
italia notizie
italianotizie
josé tolentino mendonça
kafka
la notte di san giovanni
la stampa
la “profe”
le clézio
lettera a una professoressa
letteratura
libertà
libri
ma sei fuori
macerata
magistratura ingovernabile
malinconia
marcia barbiana
mario cordova
marsilio
master
mastrocola
mauro corona
max planck institute
medicina
mill
mondadori
muschio
musicultura
mutuo
natale
negotium
new delhi
nietsche
nobel
nomination
nordbrandt
nucleare
obama
obesità
occidente
onestà
onfray michel
ono no komachi
oriente
otium
pacchiano
papaveri
partenza
pavarotti
peppepasticca
persuasione
pioggia
plon
poesia
poesia francese
poesia portoghese
poesia valduga musicultura macer
politica
potenti
raboni
rapporto luiss
resistenza marche
resto del carlino
riordino editoria
roberto cogo
salvatore dettori
san valentino
santo subito
scuola
senso
servi
sessantotto
sinistra
società
sole 24 ore
solitudine
sophrosyne
sorriso
stampa estera
suicida
taj mahal
tarun j tejpal
tg1
the independent
tu puoi
ungaretti
università
università macerata
valduga
vecchi
vespa
violenza
vivants
we can
william butler yats

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte