Di scuola si muore
Di scuola si muore è il titolo di un libro apparso ormai quasi quindici anni fa. Avevo letto di esso la recensione sui giornali e forse non l'avrei mai letto se il Ministero della Pubblica Istruzione non mi avesse mandata, come commissaria d'esame, a Varese e a Saronno.Quando a metà anno scolastico avevo fatto la domanda (obbligatoria per i prof. di ruolo) per fare da commissaria agli esami di maturità avevo chiesto le scuole di Fabriano e di Fermo. Abitando nelle Marche mi era sembrata la cosa più logica. Invece a fine maggio mi trovai spedita a Varese, come un pacco postale. Avevo per Presidente di commissione un Preside in pensione che veniva dal Sud. Molti altri colleghi erano anche loro del Sud, solo due commissari erano di Milano: quello di Matematica e quella di Pedagogia. Con la collega di Pedagogia familiarizzai subito. Sarà perché sono laureata in Pedagogia e perché insegnavo e insegno Filosofia. Seppi poi che la mia collega era la moglie di Pacchiano. Ma poteva essere stata la moglie di una qualsiasi altra persona. Io a lei mi affezionai, sinceramente, e di lei ho un caro ricordo. Lei aveva una filosofia di vita, che la rendeva amabile e disponibile verso tutti. Inutile dire che per più di un mese fu il mio punto di riferimento e il mio angelo custode. Io catapultata a centinaia di chilometri di distanza dalla mia famiglia non avevo nessuno nei paraggi. Quel giorno che mi sentii male, lei venne a vedere come stavo, senza preavviso, a mia insaputa, e anche per questo fu enormente gradita. Inutile dire che cercai il libro di Pacchiano, introvabile dalle mie parti. Una libreria di Varese fortunatamente aveva ancora una copia di quel libro, allora pubblicato da Anabasi, poi ripubblicato da Feltrinelli. A Varese iniziai a leggere questo testo, vi trovai molte cose che condividevo e che condivido, su una scuola piena di contraddizioni, zeppa di leggi e leggine, che rendevano e rendono la vita impossibile a qualsiasi dirigente e a molti insegnanti. Pacchiano allora lavorava all'Agnesi di Milano, poi, dopo la pubblicazione del libro è andato in pensione. Io, che mi ero sinceramente affezionata alla di lui consorte, anche dopo che gli esami erano finiti ho cercato di sapere qualcosa di loro tramite le pubblicazioni. E' vero lei, la consorte di Pacchiano, mi aveva dato il loro numero di telefono, ma io non ho mai avuto il coraggio di alzare la cornetta e chiamare. Ho ritrovato la mia collega quando Pacchiano ha pubblicato "Ho sposato una prof" ho ripensato, leggendo il libro, alla suocera di lui, alla madre di cui la mia collega mi aveva a lungo parlato. Ora leggo a volte le recensioni che Pacchiano fa su "Il Sole 24 Ore", mentre di scuola si continua morire. Il perché lo ha già spiegato Giovanni. Ora, a distanza di quasi quindici anni, le cose sono pure peggiorate, in che senso magari lo spiegherò un'altra volta.