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Il tuo amore mi aveva ricoperto il cuore di muschio
e mi faceva scendere fino ai polpastrelli il suo soffice velluto.
Provavo pena del legno morto, degli animali aggiogati,
degli esseri dietro un’inferriata,
della pianta che si sprofonda senza trovar nutrimento,
della pietra orizzontale incassata nella via,
dell’albero prigioniero fra due case.
La luce, toccandomi, mi feriva e gli occhi d’un bimbo
scioglievano
il fiume di lacrime che mi opprimeva il petto.
(Alfonsina Storni)