AnnaFeliziani

Pensieri vaganti, assurdi, che nel caos si compongono e ricercano un senso.... Umana illusione?
domenica, 05 aprile 2009

Il Festival del giornalismo di Perugia è soprattutto Arianna Ciccone

ll Festival del giornalismo di Perugia è davvero un evento sorprendente, e non solo per i tanti giornalisti di fama nazionale e internazionale che, anche in questa edizione 2009, vi hanno partecipato e vi stanno partecipando.
Se vi capiterà di stare nel capoluogo umbro, anche oggi, inseguendo i vari incontri alla sala dei Notari, all' hotel Brufani o al teatro Pavone, non potete non notare una gentile signora che si aggira, là dove le conferenze sono previste, occupandosi di tutto. E' Arianna Ciccone, l' ideatrice del festival del giornalismo.   Un viso noto, per me, che con tutti gli sforzi possibili non riesco a ricordare dove, in quali altri luoghi, quel viso possa averlo incrociato.
Delle iniziative che si stavano avviando in ambito giornalistico a Perugia io ne avevo sentito parlare  qualche anno fa, frequentando il blog di Pino Scaccia, ma mai avrei immaginato che, nel giro di pochi anni, in una piccola citta del centro d' Italia si sarebbe sviluppato un evento così strabiliante, qual è quello del Festival del giornalismo. Giornalisti venuti da molte parti d' Italia e del mondo si avvicendano in momenti che si succedono e che sono accuratamente organizzati: non c'è solo una regia nascosta, esiste un contributo umano e palese.
Ieri mattina davanti al teatro del Pavone c'era una certa ressa: Seymour Hersh del New Yorker stava per iniziare. Io volevo a tutti i costi ascoltarlo. Ma alcuni di noi, a causa del sovraffollamento, erano rimasti fuori. Io, di solito, sono il tipo che protesta, così, vedendomi precluso l' accesso al teatro, mi sono messa un po' a contestare ed ho così conosciuto Arianna, l' ideatrice del Festival, che poi ha finito per sistemarci tutti e per farci entrare.
L' incontro con Seymour Hersh si è svolto con ordine, tranquillità, precisone, in teatro, che è davvero una perla.
Come ho confidato a Luca Conti, prima che iniziasse l' incontro delle 18 (con Luca de Biase, Julio Alonso, John Byrne , moderato dallo stesso Luca Conti) davvero io non saprei fare neanche l' 1% di quello che fa Arianna in questo Festival.
sabato, 04 aprile 2009

Nella periferia industriale di Schwerzenbach, un paesino a 20 chilometri da Zurigo, esiste un' associazione, che si chiama  Dignitas, e che pratica una sorta di «Assistenza al suicidio» . Vi si rivolgono  circa 30 italiani a settimana  e sono soprattutto malati di tumore, Parkinson e Sla.
Accedere al suicidio assistito alla Dignitas costa da 3 a 4 mila euro. Si beve alla presenza dei testimoni un cocktail di barbital. L'associazione si occupa di tutto, dai documenti alla cremazione. Non resta, per chi vuole tentare questa via, che fissare l'appuntamento e organizzare il viaggio a Schwerzenbach. Un medico visita i pazienti cercando di dissuaderli, poi in caso di ferma decisione, prescrive il veleno, che il paziente dovrà assumere con le proprie mani. Il fondatore e presidente dell' Associazione, Ludwig Minelli, avvocato in pensione di 76 anni, a chi lo accusa di facilitare il numero dei suicidi, assicura che invece, al contrario, il 70% di coloro che hanno ottenuto il via libera al suicidio assistito, cambia idea.
postato da PensieriVaganti alle ore 04:18 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: zurigo, suicidio assistito, dignitas


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