


Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
NON LOTTA DI CLASSE DI TIPO ECONOMICO, MA LOTTA TRA MINORANZE ORGANIZZATE
La storia non è fatta da una lotta di classe di tipo economico, come diceva Marx, ma dalla lotta di una minoranza organizzata che deteniene il potere, che deve difendersi da un' altra minoranza organizzata che al potere invece aspira. E' proprio l’organizzazione che permette alla minoranza di erigersi sulla maggioranza (che non è organizzata). E' possibile darsi un'organizzazione solo tra pochi, non tra molti ed è necessaria una formula politica per giustificare l’esistenza di una determinata classe politica, in caso contrario nessuno accetterebbe di farsi governare.
La formula politica deve essere attuale ed accettabile per poter sopravvivere.
Ma ogni formula politica è riconducibile al concetto di principio di sovranità e viene escogitata artificialmente, ad arte, per esercitare il potere.
Fin qui il pensiero di Gaetano Mosca.
Mi pare una lettura della realtà applicabile anche alla contemporaneità.
Il "pacchetto sicurezza" in questi giorni in discussione alla Camera contiene una norma capestro, già passata al Senato, che rischia di oscurare molti siti internet. Consentirebbe alla Polizia postale di chiudere in Italia chi "invita a disobbedire alle leggi", una formulazione talmente vaga da far paura. Parte dunque la campagna "la rete ti libera", promossa da numerose testate e blog
Infilato all'ultimo minuto, l'emendamento D'Alia avrebbe un effetto esplosivo perché consentirebbe alla Polizia postale (senza l'intervento della magistratura) di chiudere in Italia non solo siti come Facebook e YouTube - i cui contenuti sono prodotti dagli utenti e che quindi non mancano di componenti scorrette - ma anche migliaia di blog dove basterebbe un commento "sbagliato" inserito da un lettore per far abbassare la serranda all'intero sito. Per non parlare dei numerosi siti e quotidiani online che, su internet, tentano di dar vita ad esperienze di comunicazione critica e non omologata.
La norma è inutile, ed è dannosa. Inutile perché viene introdotta in nome della lotta contro i reati di istigazione a delinquere via internet quando esistono già numerose misure giuridiche atte a perseguire eventuali abusi e reati commessi tramite internet.
La norma è pericolosa. Perché prevede di perseguire chi "invita a disobbedire alle leggi", una formulazione così vaga da consentire di colpire giornali on line, siti di comunicazione orizzontale, blog, qualunque espressione critica, qualunque informazione e linguaggio "non in sintonia".
E ancora, vista la vastità di informazioni in Rete, chi e con quali strumenti, secondo il legislatore, ci si appresta ad esercitare il controllo? E' facile immaginare "ronde telematiche" dove presunti "vigilantes" denunceranno il pericolo di "reati possibili" chiedendo al governo di oscurare interi siti.
Ovvero, l'intenzione del legislatore è quella di introdurre una sorta di "censura preventiva" attraverso le maglie larghe della definizione dell'ipotetico reato.
La mobilitazione. Oggi è partita la campagna "la rete ti libera", promossa da numerose testate giornalistiche e blog per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'enorme patrimonio di libertà ed espressione del pensiero che rischia di essere sacrificato in nome dello spot "sicurezza" di questo governo.
Ida Rotano su AprileOnLine