La notte di San Giovanni

Il solstizio d’estate, il cambio di direzione che il sole compie, tra il 21 e il 22 giugno, è visto come un momento particolare e magico. La tradizione popolare però faceva coincidere questo momento con la notte di San Giovanni, che cade tra il 23 ed il 24 giugno. Molte sono le usanze ormai quasi in disuso:
Le erbe raccolte (iperico, ginestra, noci, foglie di quercia, ruta e mentuccia…) immerse in fusione nell’acqua, si lasciavano in un catino per tutta la notte all’aperto e alla mattina con quest’acqua, detta di San Giovanni, ci si lavava.. per aumentare la bellezza e allontanare le malattie
La notte di San Giovanni si accendevano i fuochi dei falò..
Alcuni mettevano sotto il guanciale le "erbe di San Giovanni", legate in mazzetto in numero di nove compreso l'iperico, per avere dei sogni premonitori.
A San Giovanni si raccoglievano le noci ancora immature per preparare il "nocino" un liquore corposo da bere gradualmente in futuro per riacquistare le forze nei momenti del bisogno.
Si diceva che portare l'iperico all'occhiello nella notte della festa, proteggeva dalle streghe.
Veramente simpatico il video che da mesi spopola su YouTube Citanò me pija bè! di PeppePasticca in collaborazione con SASI
Nasce a Rosario il 14 giugno 1928, primo di cinque figli, si trasferisce poi a Buenos Aires assieme alla famiglia e lavora come impiegato municipale, anche se frequenta la Facoltà di Medicina. Si laurea nel 1953 inizia ad interessarsi alla politica e si avvicina al comunismo. Conosce Fidel Castro e viene arrestato assieme ad altri cubani. Come "medico-guerrigliero" lotta al fianco di Castro, poi diventa cittadino cubano ed entra a far parte del governo castrista come ministro dell'Industria e presidente della Banca Nazionale. Per un certo periodo è direttore del carcere La Cabaña. Poi abbandona i suoi incarichi di governo e inizia una nuova impresa rivoluzionaria in Bolivia. Un tentativo disperato compiuto con un gruppo ristretto di seguaci senza alcun sostegno da parte di Cuba e del movimento comunista internazionale. Viene ucciso a La Higuera iil 9 ottobre del 1967.
Il soprannome di "Che" gli venne attribuito dai suoi compagni di lotta cubani in Messico e deriva dal fatto che Guevara, come tutti gli argentini, diceva spesso “che".

DEBITI SCOLASTICI
E' davvero triste che nella scuola per riferirsi alle carenze degli studenti o alle loro esperienze aggiuntive si parli di debiti e di crediti, quasi la scuola fosse una banca.
Ma a parte le parole è giusto che la scuola pretenda, nell'istruzione non dell'obbligo, che si vada avanti raggiungendo almeno gli obiettivi minimi in tutte le discipline. Forse quello che non è giusto è lo stanziare soldi per corsi ridicoli, che non recuperano niente. L'insegnamento dovrebbe essere individualizzato, saper essere per gli eccellenti e per chi ha difficoltà. Il recupero può essere previsto per situazioni eccezionali, una malattia dell'alunno che gli impedisce la frequenza per un periodo, ad esempio. Per il resto si dovrebbero mettere gli insegnanti in grado di poter seguire tutti gli alunni della sua classe, impartendo insegnamenti individualizzati. Questo potrebbe significare investire sulla riduzione del numero degli studenti per classe e spendere soldi per la tecnologia. Registrare una lezione e metterla in un'aula di autoapprendimento funzionante potrebbe a questo scopo essere molto utile.
Purtroppo si verifica che l'insegnante, se cerca di seguire tutti i suoi alunni, anche con la situazione attuale sia visto come colui che deprezza l'insegnamento. Anche per i Dirigenti, l'insegnante che cerca di far apprendere stimolando tutti e mettendo in atto tecniche varie, non è uno che lavora e che si sforza di estrapolare il meglio da ciascuno. E' solo uno che fa passare.....In molte scuole secondarie italiane ancora l'insegnante bravo è quello che boccia. Con buona pace di Don Milani che è stato soprattutto strumentalizzato per cose di comodo.

Si sono concluse le primarie americane. Una Hillary spumeggiante, vestita d'azzurro, ha ringraziato in suoi elettori e ha detto che per l'immediato lei non avrebbe preso alcuna decisione. Ieri era corsa voce che la Clinton si sarebbe arresa. Hillary durante il suo discorso ha sorriso spesso. Quasi che fosse lei la vincente. In effetti l'ex first lady ha ottenuto tanti voti ed a modo è stata una vincente. Peccato che abbia dovuto competere con Obama. Due candidati, quelli del Partito Democratico americano in queste elezioni, entrambi innovativi, entrambi bravi, entrambi meritevoli, entrambi affascinanti.....Peccato davvero che abbiano dovuto competere insieme.
Il senatore nero ha ottenuto finalmente la nomination del partito Democratico. Un Obama un po' cupo ha iniziato il discorso di ringraziamento, alla fine delle elezioni primarie. A rallegrare solo il vestitino fucsia della sua compagna. Barach ha elogiato Hillary. Ha sorriso solo due volte, mentre ha fatto un appello all'unità, quasi che sentisse su di sé tutto il peso che questa sua candidatura democratica comporta. Ma piano piano il discorso del senatore nero ha preso slancio. Obama è tornato ad essere il candidato di sempre, che sa trascinare ed affascinare. Il discorso si è fatto appassionato quando Barach si è rivolto a McCain. Il senatore nero pur riconoscendo i pregi del suo avversario repubblicano, ne ha contestato alcune posizioni ed ha illustrato tutte le differenze tra il suo programma e quello dell'avversario. Obama ha promesso l'uscita dalla guerra, uscita progressiva e ragionata, ha rassicurato che sarebbe intervenuto per risolvere i problemi interni del paese, quello della disoccupazione e quello della sanità. Si è scagliato contro le lobby che troppo spesso hanno guidato la politica americana
Quello che mi piace di Obama è il suo appello all'unità. Noi prima di essere di questo o quel partito siamo americani, ha detto. E di unità c'è bisogno in America e nel Mondo.
Auguri senatore nero!