Gandhi Smriti
E' a New Delhi il luogo in cui Gandhi fu assassinato nel 1948, mentre si recava in preghiera, nel parco che si trova a January Marg. Mi trovo dalle parti di Karol Bagh quando decido di recarmi in quel luogo. Ma l'uomo del risho non lo conosce. Chiede informazioni continuamente mentre andiamo per le vie polverose della città. E' mattina e fa un po' freddo. Io ho indossato un Shalwar Kameez, comperato a Janpath mark , ma l'aria gelida filtra anche se andiamo a velocità ridotta. L'autista quando chiede informazioni pronuncia la parola mahatma con familiarità e forse con affetto, ma non sa che a New Delhi esiste questo posto in cui gli ho chiesto di portarmi. Quando arriviamo il museo che ora è stato costituito nel luogo del ricordo, smriti, è ancora chiuso. Un chiosco davanti all'entrata ha già esposto pane chapati e puri. Un giovane fa la doccia sotto l'acqua fredda della fontana pubblica. Mentre aspetto guardo e rabbrividisco.
“Ho sempre sognato di scrivere un libro di filosofia fatto solo di battute di spirito. Ma non avevo il senso dell’umorismo” Wittgenstein (in punto di morte)
Capita sempre più spesso che i nostri figli, gli adolescenti, i giovani si comportino sempre più da tiranni. Abituati ad avere tutto e subito, in un mondo che ha messo le merci ed i bisogni indotti al primo posto, i più piccoli non sono abituati all'etica del sacrificio per poter ottenere qualcosa. Del resto anche il mondo degli adulti appare sempre di più privo di grandi ideali, per i quali valga la pena di lottare e di sacrificarsi. Se gli adolescenti, da sempre per definire la loro identità, si sono messi in contrapposizione col mondo degli adulti in un iter di crescita psicologica obbligato, oggi questo iter si carica di valenze che non aveva in passato. Gli adolescenti non sono più solo ragazzi difficili, in un periodo di crescita, ma veri "figli-padroni" dai quali i genitori spesso si guardano impauriti, non avendo armi adeguate per contrapporsi ad una situazione di crisi che li investe a tutto tondo. Sono giovani aggressivi, che irrazionalmente pretendono, urlano, diventano pericolosamente violenti capaci di ammutolire genitori ed insegnanti, se questi non sono più che preparati. Scatti di ira possono verificarsi in famiglia, ma anche nelle scuole, luoghi in cui il tradizionale principio di autorità è messo fortemente in crisi. Eppure mai come prima d'ora i figli hanno avuto bisogno di modelli, chiari e ben definiti, da idealizzare. Mai come prima d'ora i guiovani hanno avuto bisogno di coordinate capaci di orientare in un mondo occidentale diventato sempre più una giungla, in cui è l'egoismo economico, politico, finanziario a dominare e in cui è la lotta del più forte, del più cinico, del più furbo a rubare la scena, in un orizzonte in cui i buoni sentimenti, l'etica del rispetto e della responsabilità si vestono dei colori della debolezza e della rinuncia. Come si può sanare questa crisi?
In primo luogo io credo che sia necessario recuperare quei valori etici, ormai tramontati o tramontanti, nei luoghi preposti all'educazione, quali la famiglia e la scuola. Poi, mi pare indispensabile che si recuperi il principio di autorità, che non sarebbe certo un ritornare ai principi tradizionali, un ristabilire l'autoritarismo, ma che vorrebbe essere un ridare alla saggezza della maturità quel ruolo che gli spetta. Dunque sarebbe necessario far riacquistare agli adulti quell'autorevolezza che hanno perduto, quel qualcosa che fa della persona matura, un essere realizzato, che è stato capace di diventare ciò che è, nel rispetto della sua unicità. Ma per giungere a questo è necessario, che gli adulti non emulino i figli e facciano gli adulti, senza lasciandosi persuadere da quei messaggi che ci vogliono sempre giovani, sani e scattanti. E' necessario che gli adulti recuperino quei valori capaci di spostare le merci e il denaro da quegli altari in cui sono stati posti, per un mondo più a misura di tutti e di ciascuno. Ce la faremo?
A frotte
i ragazzi
intasano il corso
Luci/Pastrani/Nebbia
Saldi/Vetrine/Sogni
Malinconica
tra nero e chiarore
s'affaccia la vita invernale