Yet I lie here
Soothed by a secret none but Mary knows:
There is a garden of acacia,
Catalpa trees, and arbors sweet with vines –
There on that afternoon in June
By Mary’s side –
Kissing her with my soul upon my lips
It suddenly took flight.
EDGAR LEE MASTERS
E' notizia di qualche giorno fa: la giornalista russa Larisa Arap è stata liberata dal manicomio nel quale era stata rinchiusa, pare perché aveva denunciato abusi contro i pazienti della clinica psichiatrica di Apatity, cittadina della Penisola di Kola. Il servizio della giornalista, molto dettagliato e documentato raccontava di una situazione drammatica e incredibile: omicidi per trapianti di organi, elettrochoc su bambini e adolescenti, stupri e torture sui pazienti tra i quali aveva segnalato anche la presenza di dissidenti politici.(vedi Articolo21 )
La sindrome di Stalin è dura a morire e non solo nella ex URSS. Se Stalin è stato definito paranoico perché condannava oltremisura l'opposizione applicando in maniera estensiva l'articolo 58 del Codice Penale Russo (e di questo ne è testimonianza efficace
LA CASTA
Non è solo quella dei politici italiani di cui parlano i giornalisti G. Antonio Stella e Sergio Rizzo. Non è neanche solo quel termine che designava la stratificazione sociale dell'antico panorama politico indiano, che voleva la società composta da quattro caste a cui si aggiungevano i paria, i fuori casta. E' anche la città invibile e sopraelevata del mondo globalizzato di cui parlò il filosofo spagnolo Felix Duque nel Convegno I filosofi e la città di Francavilla a Mare.
La nuova casta contemporanea, chiusa, inavvicinabile, non è molto diversa dalle caste antiche, se si eccettua il fatto che essa oramai si espande all'intero pianeta terra. E' composta dai pochi di tutto il mondo che detengono il denaro ed in essa si intraccia politica, dirigenza dei gruppi economici, giornalismo di alto rango, grande editoria, mondo dello spettacolo...che dialoga, si scambia favori e ruoli. E' una casta che intorno a sè ha costruito mura invisibili, ma altrettanto invalicabili e robuste delle mura medioevali, capaci di lasciare fuori, alla stregua dei paria, il popolo, la massa, la folla che cerca di ammansire, talora seducendola. Magari contiene nel suo ambito vari livelli di vassalli, valvassori e valvassini.
E la folla di oggi che quando spontaneamente si contagia (o forse si organizza) diventando massa ha pure un ruolo politico e sociale, non è molto diversa dalla folla di ieri, sebbene le condizioni di vita, di quella parte di essa che costituisce il primo mondo e non solo, siano cambiate. Identiche a ieri sono le ragioni che portano la folla, i più, ad accettare di essere dominati, illusi, senza ribellarsi. Il Sisifo di ieri trovava felicità nello spingere ininterrottamente il masso in cima alla montagna, il Sisifo di oggi la trova nel consumo, quando esso è possibile.
Potrebbe essere un mondo senza speranza il nostro, se la maggioranza decidesse di ammansire la massa col raggio del dolore, quando essa provasse ad organizzarsi e a protestare....
Potrebbe.... se sempre nella vita e nella storia non ci fosse il fattore X.

Kafka
***
Weggebeizt vom
Strahlenwind deiner Sprache
das bunte Gerede des An-
erlebten – das hundert-
züngige Mein-
gedicht, das Genicht.
Aus-
Gewirbelt,
frei
der Weg durch den menschen-
gestaltigen Schnee,
den Büßerschnee, zu
den gastlichen
Gletscherstuben und –tischen.
Tief
in der Zeitenschrunde,
beim
Wabeneis
wartet, ein Atemkristall,
dein unumstößliches
Zeugnis.
*
(CELAN)
Si alguna vez la vida te maltrata,
acuérdate de mí,
que no puede cansarse de esperar
aquel que no se cansa de mirarte.
(Luis Garcia Montero)