Le scale di Trastevere

Per me le scale di Trastevere sono in assoluto quelle del Ministero della Pubblica Istruzione. Ero piuttosto giovane quando il professor Mauro Laeng dell'Università di Roma mi spedì lì per fare delle ricerche per la mia tesi. L'Ufficio Studi e programmazione aveva una bella biblioteca, in cui lavorava, una signora gentilissima (se ben ricordo mi pare si chiamasse Teresa Sala) . Molto materiale me lo fornì il dott. Antonio Augenti, che ho continuato a leggere, anche una volta finita la tesi, negli Annali della Pubblica istruzione, su Tuttoscuola e su altri giornali. A Trastevere dopo essermi laureata sono tornata spesso, ma quella via di Roma rimane sempre comunque per me, più che altro, il luogo in cui ci sono le scale del Ministero della Pubblica Istruzione

I POTENTI, I SERVI, GLI INDIFFERENTI E GLI EROI
Servendosi della produzione di Stefano Benni in questo sito si individuano varie tipologie umane
i politici ed i ricchi,
solitamente in comunella con gli apparati della giustizia, dell’informazione, dell’istruzione, oppure appoggiati ed adulati da pseudo-intellettuali.
I ricchi sono immersi in un mondo di alcool, droghe, serate mondane, affari illeciti. Per accumulare altri soldi e potere, o semplicemente per curare la noia, non esitano a rivolgersi con disumano piacere alle azioni più efferate ed immorali.
Entrambe le categorie si ammantano del più disgustoso ed ostentato perbenismo.
gli apparati dell’informazione, dell’istruzione, gli pseudo-intellettuali,
tutti al servizio dei potenti e protetti da essi. Gli apparati dell’informazione mistificano vicende e scandali, coprendo le malefatte dei potenti; inoltre, promuovono un assopimento della coscienza collettiva, funzionale alla sicurezza dei “padroni”.
Per i giornali, o la stampa in generale, quesrti sono i consigli “Non pensi troppo. Prenda esempio da tanti suoi colleghi che hanno deciso di far raffreddare le meningi per qualche anno. Avete già tante cose da fare. Congressi, giurie, enciclopedie. Guardi il giornale: cosa bevono i vip? Che materasso usano i vip?” (S. Benni)
E poi c’è la televisione, interprete e promotrice di un vuoto edonismo e della cultura dell’apparenza. Non si impegna nel far riflettere sulle cose che accadono, si limita a riportarle e con disinvolto cinismo mescola il dolore alla facezia.
Gli apparati dell’istruzione, ovvero la scuola e gli insegnanti: anch’essi si macchiano della colpa più grave, ovvero promuovere l’assopimento della coscienza collettiva; ma nel loro caso ciò è ancora più odioso poichè essi distruggono in particolare i giovani, la loro creatività, la capacità di interrogarsi.
I professori sono servi dei potenti e si inchinano alla morale perbenista dell’apparenza.
Gli pseudo-intellettuali sono coloro che hanno deciso di stare dalla parte dei potenti pur di ottenere fama e ricchezze: appoggiano dunque con vigore le decisioni della classe dirigente o la adulano spudoratamente. Frequentano salotti e serate mondane, conferenze e congressi, sempre pronti ad applaudire per il potente di turno o a perdersi in discussioni totalmente astratte, senza curarsi della concreta realtà delle cose.
GLI INDIFFERENTI:
gli apparati della giustizia, l’uomo comune, la maggior parte dei giovani.
Si piegano di fronte alle angherie dei potenti, o semplicemente non se ne curano o neanche si riescono a rendere conto della malignità del sistema, e vagano come addormentati ed incoscienti, preda delle vuote mode e dello strapotere televisivo.
Gli apparati della giustizia spesso e volentieri sono anche servi.
I giovani: traviati da una scuola serva ed addormentati nella coscienza dalla vacua televisione si nutrono di confuse esperienze, di un sapere imparaticcio, delle mode imposte dai mass-media. E così non possono combattere contro le sbarre di una prigione per loro invisibile e lentamente si spengono in loro coraggio, vivacità, creatività.
GLI EROI
Contro la corrotta società sorgono allora gli EROI; eroi apparentemente improbabili: bambini, professori in pensione, giovani semplici nel loro desiderio di giustizia e di vita.

Padre Giancarlo Bossi è stato rapito nelle Filippine meridionali all'inizio di giugno. E' un missionario italiano di 57 anni, che si trova nelle Filippine dal 1980. E' stato prelevato mentre stava andando a celebrare messa, alle 9 e 30 del mattino, da un gruppo di separatisti. Le iniziative prese per cercare di accelerare la suia liberazione sono poche. Qui c'è un appello da inviare al Ministero degli Esteri.

La notte è ormai dei giovani: in un contesto in cui nei luoghi di lavoro, nella politica, nello svago, nel mondo integrato... i giovani sono sempre più esclusi , si è creata una dicotomia. Ai grandi appartiene il mondo diurno, per i giovani non c’è che la notte.
Non serve chiudere presto le discoteche. Se anche le discoteche chiudessero presto i giovani andrebbero per le strade, nelle case, nei campi….. Non rinuncerebbero certo all'unica cosa veramente loro:la notte.
La notte è anche di chi, purtroppo, con droghe e musiche, specula sugli inermi, alimentando in loro il Thanatos, in essi già potente, martellandoli nella loro convinzione di essere di troppo.
Solo chi è superficiale o in malafede può chiedersi come mai molti giovani oggigiorno muoiano per le strade o si droghino diventando morti viventi.
Ma una realtà giovanile, senza veri giovani, avrà gravi problemi a procedere in un diurno che anche per i grandi è troppo sovente un vegetare.
Sarebbe utile per tutti rivedere la società e il mondo del lavoro, della politica, di chi è integrato nel sistema e fare veramente spazio ai giovani, non parcheggiandoli, sempre ad uso e consumo dei grandi.