Campi di brina
gelo nel cuore
stretto è ciò che ero
tra folate di vento
insabbianti ciò che sono.
♥
Riuscirò di nuovo a levigare il diamante
della mia anima e farlo rilucere?
♥
Scarsi lampi di bellezza
rivi del cuore,
una lacrima rubata al mare
rotola sul greto della gota.
Scrive Kant (citando Fontanelle): "Davanti a un potente mi inchino, ma il mio spirito non s'inchina"...
Anch'io di fronte ad un potente ho uno spirito che non s'inchina, tendo ad essere ossequiosa solo dinanzi all'imperativo categorico: "devi perché devi". E questo è tutto. Logiche di potere, raggiri, sotterfugi mi danno fastidio, ma sostanzialmente non mi toccano nel profondo, sono mosche da scansare con una manata, estranee al mio modo di essere e di fare. Chi vuole ridere, rida. Chi vuole andare, vada. Chi vuol combattere a tutti i costi e scorrettamente, combatta..... Io, col solo atteggiamento della cedevolezza, ho avuto dalla vita regali inaspettati. E su questo sentiero intendo ancora continuare a camminare. Sono un viandante che ha scelto una strada difficile, ma la sofferenza non mi spaventa, è un'amica dei miei giorni, insieme agli sprazzi di gioia, che pure mi fanno compagnia.
E ridono, certi,
sicuri
che sfrigolar fregando, con gran fragore
o sottovoce,
renda.
Non sanno
ciò
che li mena:
stendardo
d'ignoranza e "povertà".
Capita ormai quotidianamente che i falsi valori siano spacciati per veri valori. Ovunque impera il "fai il furbo!" "Ruba ma senza farti prendere!" (come a Sparta).... L'umanità sgomita, ciascuno bada a coltivare al meglio il suo orticello, incurante degli altri. La correttezza è calpestata, tanto poi basta un falso sorriso e, se non basta, c'è sempre in riserva un alzar di voce, perché chi ha torto spesso ha il vecchio vizio di fare la voce grossa pur di aver ragione. In riserva a volte ci son pure la chiacchiera, il pettegolezzo, la calunnia.... le armi vili di chi ha fatto suo il credo "quando sei colpevole scaglia tante pietre, quante più puoi" e l'altro diventa solo un'ostacolo all'affermarsi dell' ego, uno sbarramento da superare con ogni mezzo, lecito o illecito, in un mondo attento solo al personale interesse.

Ogni tanto si legge: nell'epoca dell'informatica e della telematica, quando per reperire informazioni basta un click, a cosa servono ormai le scuole e gli insegnanti? Ci si chiedeva questo, recentemente, anche in un numero di "io donna", l'allegato settimanale del Corriere della Sera. La questione non è nuova. Non sono nuovi gli interrogativi. Forse le stesse domande ci si pose quando in Italia venne istituita la scuola media obbligatoria e furono creati i PAT, i posti di ascolto televisivi. Bastavano pochi insegnanti per tutte le scuole italiane, quelli della televisione. Poi si capì che così non poteva essere. Se l'insegnante fosse solo un trasmettitore di contenuti le perplessità sarebbero giustificate. Ma un insegnante è molto di più e molto di meno. Un insegnante è anche una guida, è uno che sa aiutarti a cercare, che può rendere la cultura viva, partendo da mute e fredde informazioni..... Una cultura viva è quella che ti interpella dall'interno e ti fa crescere, non è un contenuto buono per riempire un vaso. "I fanciulli sono fuochi da accendere" diceva Plutarco, pronunciando verità universali e valide in ogni tempo. Non a caso gli insegnanti migliori, ancora oggi, sono quelli che sanno essere pure una guida per i loro alunni, un punto di riferimento che aiuta a districarsi nella difficile strada della vita. E' anche vero che oggi i docenti sono molto di meno di un computer, il loro bagaglio di informazioni è molto più modesto ed insicuro se rapportato alla mole di notizie che possono essere reperite facilmente tramite la rete, con le video cassette, ascoltando talora la televisione....ma è un di meno che ha un valore umano incalcolabile. L'unica cosa auspicabile, ora che il mondo dell'informazione è cambiato, è che si arrivi ad una sapiente alternanza tra mezzi (da usare come base e come supporto) ed il fattore umano (gli insegnanti) insostituibile elemento della formazione, in una società che vuole davvero continuare a svilupparsi.