Incontro con Patrizia Valduga tra Musicultura, Fiera del libro e non solo
Patrizia Valduga l'ho vista di persona per la prima volta a Torino nel 2005: Raboni era morto da pochi mesi e la città della Fiera del Libro voleva rendere omaggio ad uno dei più grandi poeti e dei più interessanti uomini del Novecento letterario italiano. Patrizia, che è stata compagna di Giovanni Raboni per ventiquattro anni, interviene alla Fiera del libro e porta con sé una video cassetta, che, come si legge in sovrimpressione, lei stessa ha montato. Andrea Cortellessa e Maurizio Cucchi presentano il poeta. Cucchi parla di un autore dotato di orecchio assoluto, Andrea Cortellessa cerca di difendere Raboni dalle accuse che gli erano state rivolte. Se il poeta, scrittore, giornalista, critico.. era un uomo di potere, era anche vero che, generosamente, cercava di dare delle possibilità alle persone che riteneva dotate di capacità e talento
In effetti Moni Ovadia è stato scoperto da Raboni e anche la stessa Patrizia Valduga, di cui il poeta finì per innamorarsi quando lei, appena ventottenne, gli fece leggere alcune sue poesie (la raccolta Medicamenta pubblicata prima da Guanda e poi e da Einaudi).... a lui, per sua stessa ammissione, deve molto.
Alla Fiera del libro di Torino del 2005 emerge un ritratto di Raboni che ne evidenzia le capacità di poeta e le doti umane. Mi colpisce il fatto che Raboni abbia sostenuto la funzione sociale della poesia. Una cosa che condivido. Hanno scritto in molti che la poesia migliora la vita, io sono convinta che la poesia potrebbe migliorare un po' anche il mondo.
A Torino io siedo dietro a Patrizia. Lei è diversa da come me l'aspettavo. Avevo iniziato a leggerla quando aveva pubblicato Donna di dolori e i giornali ne avevano parlato come di una poetessa singolare, che riproponeva la rima e che, nientedimeno, scriveva in terzine dantesche. Una scelta coraggiosa in un'epoca di poesia che, dopo l'ermetismo, non si capiva bene dove volesse andare e come volesse caratterizzarsi.
Così, incuriosita, non appena Patrizia pubblicava un libro andavo a comperarlo. Ho scoperto che la poetessa aveva coraggio, anche per le tematiche affrontate. Cento quartine e altre storie d'amore, Lezione d'amore infatti affrontano, pure diffusamente, temi sessuali, che se da un lato aiutano a solleticare la curiosità di chi legge, dall'altro possono porre in una situazione scabrosa e dare un'immagine falsa di chi scrive. Io evidentemente non sono del tutto immune da pregiudizi e mi aspettavo una Patrizia aggressiva. Mi meraviglio, a Torino, di scoprire una donna esile, dolce nelle movenze, oserei dire fragile in apparenza.
Sullo schermo, posto in una sala della Fiera, Raboni legge, nella cassetta portata da Patrizia. Io mi commuovo, per qualche motivo lacrime silenziose iniziano a rigare le mie gote. Poco dopo anche Patrizia si commuove ed esce dalla sala. L'emozione è palpabile e percorre il viso dei presenti.
Incontro di nuovo Patrizia Valduga a Macerata, in occasione di MUSICULTURA 2006. Presso il Cortile del Palazzo Comunale è prevista una lettura di poesie. Dopo una bella introduzione di Concia Lucente (responsabile della sezione letteraria di Musicultura) e di Lucia Tancredi, (professoressa di Lettere del Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Macerata, nonché autrice di Racconti di viaggio. Le città d'arte nella marca maceratese per le edizioni Quodlibet) Patrizia inizia a declamare.
La sua voce è profonda e roca. Lei è bellissima, sempre vestita di nero coi guanti ed il cappello a larghe tese (che ha tolto) e riesce a comunicare emozioni indescrivibili.
Con naturalezza legge varie quartine, anche qualcuna con vocaboli fino a ieri considerati volgari:
"Taci, anima nera.
Ora so quel che c’era da sapere.
Principio di purpurea primavera?
Quattro colpi di cazzo e ho da godere?"
Poi parla dei suoi Giovanni: Giovanni Raboni, Giovanni Pascoli..... . Li onora anche declamando una poesia di ciascuno di loro.
Dopo la vita cosa? ma altra vita,
si capisce, insperata, fioca, uguale,
tremito che non s’arresta, ferita
che non si chiude eppure non fa male
non più, non tanto.
Lentamente come
risucchiati all’indietro da un’immensa
moviola ogni cosa riavrà il suo nome,
ogni cibo apparirà sulla mensa
dov’era, sbiadito, senza profumo.....
(G. Raboni)
vedi qui
Quindi Patrizia si concede al pubblico curioso. L'organizzatrice le chiede di parlare di Raboni. Lei racconta di aver portato appena ventottenne le sue poesie al poeta milanese e che a lui deve la sua fortuna. Molto modestamente dice di aver avuto "culo" ad incontrarlo, avendo potuto così anche frequentare e conoscere molta gente intelligente.
Uno spettatore le chiede se dopo Raboni ha scritto ed ha avuto nuovi amori. Patrizia risponde che con Giovanni Raboni è come se anche lei fosse morta.
Poi la poetessa parla del suo prediligere la poesia barocca, amandone le assonanze, la musicalità....
Finito l'incontro Patrizia è ben decisa a tornarsene a Milano. Un taxi l'aspetta e lei scompare nella notte.
Io ho ancora nella mente lei che legge:
"oh nera un tempo enorme senza chiaro,
fedele della notte più infedele."
In edicola ora c'è l'ultimo libro pubblicato da Garzanti, che raccoglie le ultime poesie di Giovanni Raboni, Ultimi versi, con postfazione di Patrizia Valduga.
Con un click sotto si può vedere l'omaggio a Raboni del Piccolo di Milano
(1259 download)
data: 16/11/2004 - fonte: ARCOIRIS TV - durata: 81,41 min.
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ALCUNE QUARTINE LETTE A MUSICULTURA
La sento la mia vita, me la imparo,
fino al fegato adesso, fino al fiele;
oh nera un tempo enorme senza chiaro,
fedele della notte più infedele.
Vuota il tuo sacco, su, parla, poetessa:
io fiorisco e disfoglio e rigermoglio
per dare la procura di me stessa
a chi non può o non vuole quel che voglio.
Dicevo: Amore mio, vorrei annegare
nell’acqua chiara dei tuoi occhi chiari,
finire finalmente di aspettare
giovani giorni, cari giorni chiari.
qui per ascoltare