Sono complicato, uso paroloni, faccio lezioni universitarie, dunque sono bravo!
Ancora oggi nei licei credono di essere bravi quei professori che usano una terninologia difficile, che fanno discorsi complicati, che insegnano nella secondaria di secondo grado credendo di essere all'università. Se gli studenti, poi non capiscono è un problema loro....
Se è giusto che gli alunni vengano sempre più abituatti alla comprensione e all'utilizzo di un lessico vario e specifico, un professore che non si fa capire dai suoi alunni è sempre o un cattivo professore o una persona che doveva essere altrove.
Per troppo tempo la lingua è stata utilizzata come forma di potere, come mezzo che poteva demarcare la linea tra uno status e un altro.
Ancora oggi è strumento di discriminazione, una forma di potere nelle scuole e non solo.
Un professore bravo è il professore che si fa capire, che adatta il suo linguaggio e la complessità della sua lezione alla situazione, cercando poi di insegnare il volo ai suoi studenti, perché come diceva Don Milani, chi sa volare non deve rinunciare il volo per solidarietà con i pedoni, ma insegnare agli altri a volare..... Solo così si rende il servizio per cui si è pagati. Altrimenti si ricerca solo il proprio tornaconto personale, la propria affermazione presso chi, purtroppo, è ancora disposto a credere che la complessità sia un valore.
Io credo invece che i veri valori siano la semplicità e la chiarezza, in natura, nella scuola e altrove.....